Abbasanta

Atzara e Olzai, viaggio tra vini e opere

I vini e le dimore storiche di Atzara, l'arte, il mulino e le corbule di Olzai. Un nuovo weekend, il 17 e 18 novembre, alla riscoperta delle tradizioni più antiche nel cuore della Sardegna, con Autunno in Barbagia, la manifestazione itinerante conosciuta come Cortes Apertas, promossa dalla Camera di commercio di Nuoro e dall'azienda speciale Aspen. Un altro viaggio alla riscoperta delle tradizioni perdute che attirano ogni fine settimana migliaia di visitatori. Una formula di successo arrivata quest'anno alla sua 23/a edizione. Atzara il borgo di poco più di mille abitanti, immerso nelle colline del Mandrolisai, ha spalancato le sue Cortes, aperto le case antiche e le sue cantine. "Abbiamo potuto ammirare case storiche e tante cantine private dove abbiamo sorseggiato dell'ottimo vino - ha detto all'ANSA Roberta Birocchi impiegata di Cagliari che si è immersa nel borgo dell'interno Sardegna - Atzara è un paese con un centro storico bellissimo, pulito con molte Cortes. Cortes Apertas non è un'esposizione per la domenica ma si percepisce che in questi paesi la vita che ci viene mostrata, molto distante da ciò che noi viviamo nelle nostre città, la si vive davvero". A Olzai invece tutto parla del grande pittore del '900, Carmelo Floris, nella cui casa di famiglia, diventata casa museo è stata allestita una mostra degli artisti più importanti dell'epoca. Ma il borgo ha anche tanto altro da raccontare. "E' un paese molto suggestivo - ha spiegato Stefania Santa Cruz educatrice di Cagliari - con il suo fiume che divide in due la strada e con il suo mulino che racconta la storia del paese. Per andarlo a vedere bisogna inerpicarsi su per la montagna dentro un grande bosco verde: lì abbiamo visto la lavorazione del grano che diventa farina e infine pane che ci è stato servito caldo. Abbiamo visitato la mostra dei grandi artisti sardi e devo dire che visitare Olzai è stata una esperienza completa perché il paese ha una grande storia". "E' sempre bello tornare in questi borghi - ha concluso - io lo faccio da tanti anni con mia figlia, perché sono convinta qui è custodita la nostra storia e dobbiamo farla conoscere ai nostri figli".(ANSA).

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